Papà ti salvo io
La Società Nazionale di Salvamento Genova, organismo che rilascia i brevetti di assistente bagnanti, propone da qualche anno un progetto che si chiama “Papà ti salvo io”, che contiene delle norme di educazione civico-sociale per chiunque frequenti la spiaggia o il mare in generale. Si tratta di 10 semplici regole che sono comunque un inizio non trascurabile a quella che dovrebbe diventare una vera e propria cultura del salvamento, in particolare per i bambini, ma alla fine utile a tutti. Purtroppo il nostro paese di “santi e navigatori” dà forse troppo spazio ai primi e poco ai secondi. Siamo ancora ben lontani dalla realtà ad esempio neozelandese, nella quale il salvamento è una materia scolastica a tutti gli effetti e ci sono programmi specifici per ogni età. Rimandando ad un altro post il loro sistema, vorrei esprimere la passione che ho profuso in questi primi passi (primo esperimento di questo genere nei lidi romagnoli) perchè credo fermamente in questo tipo di educazione e mi impegnerò fino alla fine dei miei giorni affinchè se ne capisca l’importanza.
Il progetto si compone di 10 regole, spiegate attraverso vignette con il loro relativo significato. Alla fine della spiegazione, è previsto un gioco in cui i bambini hanno a disposizione dei cartelli con il concetto della vignetta e li devono associare; successivamente, si entra in acqua per alcune dimostrazioni ludico-teoriche di tecniche di salvamento.
- “Se non sai nuotare non entrare in acqua al di sopra della cintura” significa in generale di non superare mai le proprie possibilità, e restare solo dove ci si sente sicuri;
- “Non entrare in acqua se hai mangiato da poco, fai passare almeno alcune ore, specialmente quando l’acqua è fredda!” è una regola che ci insegnavano già le nostre nonne, ma è una buon spunto per spiegare un po’ i processi digestivi e quindi i motivi di questo consiglio;
- “Non continuare a nuotare quando sei stanco, girati sul dorso e vai verso terra, e se hai bisogno non esitare a chiedere aiuto!” può aiutare a far capire che farsi prendere dal panico, in acqua, è controproducente, e il significato della richiesta di aiuto, che non deve far vergognare ma nemmeno va richiesto se non è necessario. Inoltre, nel caso specifico della costa romagnola, quando il vento porta via un gonfiabile, mai e poi mai nuotare per raggiungerlo!
- “Si nuota sempre in coppia, mai da solo!” è una buona norma che può essere applicata a tante attività: se si è in due, ci si aiuta;
- “Prendere il sole per la nostra salute è molto importante, solo se preso con moderazione, l’esposizione eccessiva provoca un invecchiamento precoce della pelle” può portare a parlare di colpo di calore e colpo di sole, all’importanza dell’uso delle creme protettive, degli occhiali da sole e del cappellino;
- “Non entrare in acqua dopo una prolungata esposizione al sole. Forti sbalzi di temperatura sono molto pericolosi” è utile per far comprendere l’importanza del raffreddamento del corpo prima di raggiungere l’acqua;
- “Evita di tuffarti in luoghi sconosciuti, il fondale può rivelarsi molto pericoloso!” è importante sapere sempre quanta acqua c’è sotto di noi, sia che ci si tuffi da un pedalone che da un altro tipo di piattaforma, e soprattutto che è vietato, nonchè molto pericoloso, salire sugli scogli!;
- “Bandiera rossa: le condizioni marine sono pericolose, prestare la massima attenzione” si apre un sottocapitolo, con i significati del colore delle bandiere e le direzioni dei venti tipici della nostra costa;
- “Se hai freddo è già ora di uscire!” rientra nel consiglio di non superare i propri limiti e può introdurre un accenno sull’ipotermia;
- “Non raccogliere siringhe o oggetti taglienti sulla spiaggia, segnalane la presenza al tuo bagnino!” fa capire ai bambini di non toccare gli oggetti stani che possono trovare.
Accanto a queste regole, ho voluto inserire un discorso a parte sul significato delle condizioni meteomarine, quindi la direzione e l’intensità dei nostri venti prevalenti e dell’interazione fra venti e onde. Inoltre, ho ritenuto interessante inserire un accenno a due ospiti del mare, le meduse e i pesci ragno, al fine di dare corrette informazioni di biologia e primo soccorso, per evitare di trovare bambini terrorizzati e genitori spruzzanti ammoniaca.
Tutto ciò è stato rappresentato finora in 3 lidi ravennati e sarà mio compito aggiornare le prossime date auspicando una sempre maggiore presenza di pubblico.
Ringrazio i responsabili del servizio di salvataggio dei lidi ravennati, Simona Tarlazzi e Corrado Riva.
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