The U-turn
picture by Life-takers-crayons on DeviantArt
La didattica anglosassone del nuoto è da sempre, e da subito, attenta e mirata alla sicurezza in acqua. Fin dai primi corsi di acquaticità per neonati, infatti, propone esercizi finalizzati a quelli che saranno futuri movimenti propri della didattica del salvamento.
Nei corsi 0-3 anni viene proposta questa manovra, cosiddeta U-turn, che è un primo rudimentale approccio all’orientamento in acqua (water orientation), così importante nel caso della caduta accidentale di un bambino in uno specchio d’acqua. Il movimento prevede l’ingresso del piccolo in acqua, dal bordo della vasca, con presa del genitore, l’arrivo ad un punto vicino (il genitore stesso), la rotazione di 360° sul piano longitudinale e il ritorno al punto di partenza.
Con i piccoli fino a 18 mesi, il movimento sarà completamente effettuato dal genitore, ma comunque è già un buon inizio che fornisce una prima idea del cambiamento di posizione del loro corpo nel liquido. Dopo i 18 mesi, e soprattutto se il bambino ha dimostrato di potersi muovere sott’acqua per almeno 50cm, si può introdurre l’intera manovra, la quale può essere suddivisa in tre fasi, che si conquistano una una volta per gradi:
- completamente assistita: come nel caso dei neonati, riportato sopra;
- semi assistito: il genitore effettua il movimento di entrata del piccolo in acqua, lo porta verso di sè, lo gira e lo fa tornare al bordo da solo;
- completamente autonomo: il bambino si tuffa, seduto, nuota verso il genitore sott’acqua, viene aiutato nel giro e poi ritorna al bordo da solo.
La cosa più importante da ricordare è comunque il fatto che il piccolo sia introdotto a questo esercizio solo quando è completamente a suo agio nell’immersione, punto fondamentale di tutta l’acquaticità neonatale.
Explore posts in the same categories: didattica
ottobre 16, 2011 a 2:20 am
Yes, smart good luck